Newsletter n° 2 – Febbraio 2026


Congedi parentali fino a 14 anni dei figli solo per i dipendenti

L’aumento dell’arco temporale di fruizione dei congedi parentali dai 12 ai 14 anni di età dei figli previsto dall’articolo 1, comma 219, della legge 199/2025 (Bilancio 2026) riguarda solo i lavoratori dipendenti. Lo ha sottolineato l’Inps nel messaggio 251/2026, pubblicato ieri, in cui ha fatto il punto sulle novità introdotte per questi congedi facoltativi dal 1° gennaio scorso.

Le nuove linee guida sui fondi interprofessionali 

Cambio di regia sulla formazione continua. Con decreto n. 8/2026, pubblicato sul sito internet e in vigore dal 9 gennaio, il ministero del Lavoro ha adottato nuove «Linee guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua» che sostituiscono le Linee guida dell’Anpal (pubblicate con la circolare n. 1/2018). Tra le novità principali la possibilità per i fondi di ricevere ulteriori risorse, oltre al contributo pagato dalle imprese (0,3 per cento), proveniente da fonte pubblica e privata, anche mediante donazioni e liberalità.
Inoltre, le linee guida ribadiscono che le imprese aderiscono volontariamente al fondo tramite la denuncia contributiva all’Inps (flusso UniEmens). Il termine per esprimere adesione ovvero revoca a un fondo è unico: il 31 ottobre di ogni anno, per avere effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo. A tal fine, il legale rappresentante dell’impresa, a conferma della volontà di aderire al fondo, deve inviare una comunicazione via Pec al fondo di notifica dell’adesione, allegando copia della denuncia contributiva e di un documento d’identità. I datori di lavoro aderenti a un fondo possono modificare la scelta e richiedere il trasferimento delle risorse a un altro fondo. In tal caso, il fondo di provenienza è tenuto a trasferire al nuovo fondo di adesione il 70% del totale delle quote di adesione versate dal datore di lavoro nel triennio precedente, al netto dell’ammontare eventualmente già utilizzato.

Dall’Inail le nuove aliquote di oscillazione del tasso medio per le aziende virtuose

L’Inail, con la circolare n. 3 del 20 gennaio 2026, fornisce le indicazioni in merito all’applicazione, in via provvisoria, delle nuove aliquote di oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico favorevole, dal 1° gennaio 2026, con l’autoliquidazione 2025/2026. I tassi applicabili per l’anno 2026 sono stati elaborati sulla base dei suddetti criteri e parametri.

Auto aziendali, le somme oltre il fringe benefit sono imponibili

Se un dipendente, per l’auto assegnatagli, oltre al fringe benefit contribuisce, con una trattenuta ad hoc, ai maggiori costi che l’azienda ha sostenuto, a fronte di una componente di retribuzione variabile commisurata all’onere a cui contribuisce, tale trattenuta va sottratta dall’importo netto (e non lordo) della retribuzione variabile. È questa la risposta a interpello 14/2026 delle Entrate.

Cig mensile netta con importo massimo di 1.340,56 euro

Con la circolare 4/2026, Inps ha comunicato gli importi di riferimento degli ammortizzatori sociali validi per quest’anno. L’importo del Ticket licenziamento, da pagare all’Inps in caso di recesso involontario del lavoratore dal rapporto di lavoro, è pari a 649,73 euro (41% di 1.584,70 euro) per ogni anno di lavoro, fino ad un massimo di 3 anni (l’importo massimo del contributo è pari a 1.949,19 euro per rapporti di lavoro di durata pari o superiore a 36 mesi).

Staff house, contributi per ristrutturare

Via libera ai contributi per favorire lo staff house nel settore turistico-ricettivo. Il Ministero del turismo ha pubblicato il decreto del direttore generale prot. n. 11768/2026 che disciplina le modalità di presentazione delle domande di agevolazione attraverso cui le imprese del settore possono ottenere contributi al fine di migliorare o completare immobili destinati ad ospitare, a condizioni di favore, i lavoratori, compresi i dipendenti di ristoranti e bar.

Dall’Inps il limite minimo di retribuzione giornaliera per il 2026

L’Inps, con la circolare n. 6 del 30 gennaio 2026, comunica, relativamente all’anno 2026, i valori del minimale di retribuzione giornaliera, del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, del limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi, nonché gli altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti iscritti alle gestioni private e pubbliche.

Gestione separata, il minimale è 18.808 euro

Nel 2026 il minimale di reddito per avere accreditato un intero anno di anzianità contributiva presso la gestione separata Inps è pari a 18.808,00 euro. Il valore è contenuto nella circolare 8/2026 dell’istituto di previdenza che contiene tutte le aliquote e gli importi di riferimento validi quest’anno per gli iscritti alla gestione. Il massimale, già diffuso in altri documenti in quanto valido in generale per chi è soggetto al metodo di calcolo interamente contributivo, è invece pari a 122.295,00 euro.
Le aliquote contributive per le diverse categorie di iscritti non cambiano rispetto all’anno scorso.

Colf e badanti, i contributi Inps salgono dell’1,4%

Colf e badanti un poco più care da gennaio. I contributi per i lavoratori domestici, infatti, sono rincarati dell’1,4% pari all’inflazione Istat. Lo spiega l’Inps nella circolare n. 9/2026 ricordando, inoltre, la possibilità, per colf e badanti, di accedere del bonus contributivo al posticipo della pensione introdotto dalla Manovra 2025 (legge n. 207/2024) e confermato dalla Manovra 2026 (legge n. 199/2025) che, tuttavia, porta poca cosa nelle tasche dei lavoratori: da 0,31 fino a 0,59 euro per ora di lavoro.

Con la riforma Tfr all’Inps dal secondo anno di attività dell’azienda

Nella circolare 12/2026 l’istituto spiega come applicare le disposizioni introdotte dalla legge di Bilancio 2026 e quelle preesistenti. Le nuove soglie dimensionali e il periodo di riferimento che fanno scattare l’obbligo di versare il Tfr al Fondo di tesoreria Inps «operano esclusivamente per gli anni successivi a quello di inizio dell’attività». Secondo quanto disposto dalla legge 199/2025, nel 2026-27 l’obbligo sorge se il datore di lavoro, nell’anno precedente ha raggiunto il limite dimensionale di 60 addetti; tra il 2028 e il 2031 la soglia sarà di 50 addetti; dal 2032 scenderà a 40 addetti. La media annuale dei dipendenti va calcolata sui mesi di effettiva attività, escludendo i periodi di sospensione. Inoltre, eventuali riduzioni del numero di lavoratori successive al superamento della soglia non fanno venire meno l’obbligo di versamento.

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