Newsletter n° 3 – Marzo 2026


Arrivano gli Isac, inviate dall’Inps le prime lettere di compliance

Arrivano gli indicatori sintetici di affidabilità contributiva ed entro febbraio Inps invierà le prime 500 lettere alle aziende con valori anomali. Entro marzo le lettere diventeranno 12mila e complessivamente, per i primi due settori interessati dalla novità, saranno 34mila, al netto di eventuali falsi positivi. I numeri sono stati forniti da Antonio Pone, direttore generale vicario dell’Inps, anticipando i contenuti di un Dm Lavoro-Economia attuativo della disposizione contenuta nell’articolo 1 del Dl 160/2024 e della successiva circolare Inps.
L’applicazione degli Isac riguarderà inizialmente il settore del commercio alimentare all’ingrosso (codice Ateco 46.3 e seguenti) e quello delle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere (codice 55 e seguenti). Entro il 31 agosto gli indicatori verranno estesi ad altri sei settori, come stabilito dal Dl 160/2024.
Il funzionamento degli indici si basa principalmente sull’integrazione delle banche dati fiscali e contributive, in sostanza sulle informazioni dei modelli Isa e dei flussi uniemens. In presenza di anomalie rilevanti, Inps le comunicherà all’azienda interessata che potrà chiarire la situazione o intraprendere percorsi di regolarizzazione spontanea.

Queste alcune indicazioni contenute nella circolare 26/2026 con cui l’istituto di previdenza illustra le modalità di utilizzo degli indici sintetici di affidabilità contributiva (Isac) nei primi due settori individuati dal relativo decreto ministeriale di attuazione del decreto legge 160/2024.

Giovani e Zes, tornano i bonus ma solo fino al 30 aprile e con sconto del 70% 

Mini proroga per i bonus all’occupazione di under35 in tutt’Italia e over35 nel Mezzogiorno, previsti dal decreto Coesione e chiusi al 31 dicembre. In entrambi i casi, torneranno agevolate le assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 30 aprile. Sulle nuove assunzioni del 2026, tuttavia, il bonus-base a favore dei datori di lavoro (lo sgravio dei contributi) spetterà in misura ridotta, al 70% invece del 100% come è stato fino al 2025, salvo che la nuova assunzione realizzi un incremento occupazionale netto, mese per mese, nel qual caso la riduzione contributiva sarà al 100%. Lo prevede un emendamento la conversione in legge del Milleproroghe (dl n. 200/2025) che, inoltre, proroga a tutto il 2026 il bonus donne sempre del decreto Coesione.

Bonus under35. Il bonus premia i datori di lavoro che assumono giovani under35, mai occupati prima a tempo indeterminato. Consiste dello sgravio contributivo (100%) per 24 mesi fino a 500 euro mensili che sale, però, a 650 euro sulle assunzioni effettuate nei territori Zes (regioni Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna). In entrambi i casi, dal 1° luglio 2025, le assunzioni sono agevolate se realizzano un incremento della forza lavoro. Il bonus ha chiuso i battenti il 31 dicembre 2025 e l’emendamento ne riapre i termini dal 1° gennaio al 30 aprile 2026 (assunzioni effettuate in questo periodo), con una modifica della misura: in via ordinaria lo sgravio è ridotto al 70%, elevato al 100%, però, qualora l’assunzione realizzi un incremento occupazionale netto mensile, calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati alla fine di ogni mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nel 12 mesi precedenti. Pertanto, oltre alla riapertura dei termini, la novità interessante del bonus potrebbe essere quella di riconoscere lo sgravio al 70% anche in assenza di un incremento occupazionale (ma è meglio attendere le condizioni dell’Ue).

Bonus over35. Il bonus premia le micro-realtà, ossia i datori di lavoro privati, imprenditori o meno, con non più di 10 dipendenti. Il bonus premia per le assunzioni di over35, disoccupati da almeno 24 mesi, ed è pari allo sgravio del 100% dei contributi per 24 mesi e nel limite d’importo di 500 euro mensili a lavoratore, elevato a 650 euro nel caso in cui l’assunzione sia effettuata in zona Zes.
Il bonus ha chiuso i battenti il 31 dicembre 2025 e l’emendamento ne riapre i termini dal 1° gennaio al 30 aprile 2026, anche in questo caso modificando la misura: in via ordinaria lo sgravio è al 70%, elevato al 100% qualora l’assunzione realizzi un incremento occupazionale netto mensile, calcolato mese per mese. Inoltre, in relazione alle assunzioni dell’anno 2026 l’emendamento rende possibile il riconoscimento del bonus anche se effettuate in Marche e Umbria (cosa già autorizzata dall’Inps, in via amministrativa, dal 20 novembre 2025).

Bonus donne. Il decreto Coesione ha previsto anche un bonus per le assunzioni di donne di ogni età, in tre versioni: prive d’impiego da almeno 24 mesi, ovunque residenti; impiegate in professioni o attività lavorativa in settori con disparità di genere; residenti in Zes e prive d’impiego da almeno 6 mesi. In ogni caso il bonus è condizionato alla realizzazione dell’incremento della forza lavoro e consiste dell’esonero contributivo (100%) per 24 mesi fino all’importo massimo mensile di 650 euro. L’emendamento proroga la disciplina a tutto l’anno 2026.

A questo punto non resta che attendere la circolare Inps per la piena operatività delle misure descritte.

Welfare aziendale, le e-bike ai dipendenti non sono tassabili

L’e-bike assegnata ai dipendenti nel contesto di un piano di welfare aziendale con facoltà di utilizzo privato e l’onere di coprire per il 30% il tragitto casa lavoro non configura un fringe benefit tassabile in quanto rispondente a fini di utilità sociale (art. 51, comma 2, lett. f del Tuir). In questi termini si è espressa l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 41 del 16 febbraio 2026.

Fisco light su aumenti contrattuali e lavoro notturno, festivo e su turni: i chiarimenti delle Entrate

Fisco leggero sugli aumenti retributivi dei lavoratori del settore privato con reddito fino a 33mila euro. La tassa piatta del 5% si applica alle somme corrisposte quest’anno per effetto dei rinnovi dei contratti collettivi del triennio 2024-2026 e vale anche per le assenze retribuite come malattia, maternità/paternità o infortunio.
Aliquota agevolata anche sulle maggiorazioni e indennità pagate nel 2026 per lavoro notturno, festivo, svolto nei giorni di riposo e su turni: per i dipendenti, sempre del settore privato, con reddito fino a 40mila euro scatta la sostitutiva Irpef pari al 15%. Entrambe le agevolazioni saranno riconosciute dai datori di lavoro ai contribuenti in possesso dei requisiti; coloro che, invece, non hanno un sostituto d’imposta, potranno “recuperarle” in dichiarazione. Sono alcuni dei chiarimenti sulle novità introdotte dalla Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) contenuti nella circolare n. 2/E delle Entrate.

Impatriati, l’agevolazione ha un perimetro ampio

È estesa, per un periodo di ulteriori cinque anni, ricorrendone le condizioni, l’agevolazione spettante agli impatriati che si sono trasferiti in Italia dal 30 aprile al 2 luglio 2019 nonostante il fondo Controesodo non sia mai stato attivato; parallelamente l’agevolazione per docenti e ricercatori si estende in funzione del possesso di un immobile o del numero dei figli, anche se concepiti dopo il rientro. Sono queste le risposte di apertura della risoluzione n. 8/E/2026.

Pari opportunità, entro il 30 aprile 2026 l’invio dei dati sul personale impiegato nel biennio 2024/2025

A partire dal primo marzo 2026 sul portale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali “Servizi Lavoro” sarà disponibile per la compilazione il modello telematico per la presentazione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativa al biennio 2024-2025.
La compilazione è obbligatoria per le aziende, pubbliche e private, che occupano più di 50 dipendenti; mentre resta su base volontaria per quelle con un numero inferiore di dipendenti.
La redazione del Rapporto deve concludersi entro e non oltre il 30 aprile 2026 secondo le modalità generali di compilazione previste dal decreto del 3 giugno 2024, adottato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.

Part time (con staffetta) per chi arriva a pensione entro il 2027

A distanza di dieci anni dal part time agevolato introdotto con la legge 208/2015 per il triennio 2016-2018, arriva un nuovo part time incentivato per l’accompagnamento alla pensione e il ricambio generazionale. Infatti l’articolo 6 della legge annuale per le Pmi, approvata in via definitiva dal Parlamento il 4 marzo, introduce la possibilità di richiedere al datore di lavoro la trasformazione del proprio contratto da tempo pieno a parziale, con una riduzione dell’orario compresa tra il 25 e il 50%, conseguibile anche tramite clausole elastiche o flessibili sull’arco della settimana o del mese.
Per il periodo lavorato a orario ridotto, il lavoratore è esentato dal versamento della quota di contributi a suo carico relativa alla retribuzione percepita, ma fino a un massimo di 3mila euro all’anno, e contemporaneamente gli viene riconosciuta la contribuzione figurativa per le ore non lavorate, quindi senza impatti negativi sulla pensione futura. I contributi, che non vengono versati, entrano in busta paga, ma sono soggetti a tassazione.
Questa opzione può essere attivata nel 2026 e nel 2027 dai dipendenti, con contratto a tempo pieno e indeterminato, di aziende del settore privato che hanno non più di 50 addetti, se hanno anzianità contributiva antecedente al 1996 e se, entro il 1° gennaio 2028, raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia o per l’anticipata ordinaria. Il part time si estende dal momento della richiesta alla prima data utile di decorrenza della pensione.
Ultimo elemento necessario per far scattare il part time incentivato è che, per ogni lavoratore che chiede la riduzione di orario, il datore di lavoro assuma contestualmente a tempo pieno e indeterminato un under 34, per il quale può beneficiare delle eventuali agevolazioni vigenti, se ci sono i requisiti richiesti.

 

News dallo Studio…..

Seguiteci sulla nostra pagina Linkedin !

 

[/vc_column_inner][/vc_row_inner]